Ad Alessandria scoppia una nuova polemica che coinvolge AMAG Ambiente, la società partecipata comunale già finita al centro di segnalazioni per presunte irregolarità negli affidamenti diretti.
A sollevare il caso è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Emanuele Locci, che denuncia un frazionamento artificioso degli acquisti per eludere le obbligatorie procedure di gara nel caso in cui l'acquisto di un bene dovesse superare una certa somma.
Secondo quanto riferito da Locci, AMAG Ambiente avrebbe comprato due nastri trasportatori per rifiuti dallo stesso fornitore a pochi mesi di distanza, uno a dicembre 2024 e l’altro a marzo 2025, spendendo in totale 276 mila euro, ma formalmente suddividendo la cifra in due incarichi da 138 mila, ciascuno sotto la soglia che impone una gara pubblica.
L’aspetto più grave, sostiene Locci, è che questi macchinari non solo risultano fermi da quasi un anno, ma non sarebbero nemmeno utilizzabili dall’azienda, poiché destinati a operazioni di smaltimento che non rientrano nelle competenze di AMAG Ambiente, la quale si occupa esclusivamente di raccolta rifiuti.
Un doppio spreco, dunque: di denaro pubblico e di risorse operative.
“Si tratta di un acquisto inutile e fuori legge”, afferma il consigliere, ricordando che l’ammontare speso si rifletterà inevitabilmente sulla tariffa rifiuti (TARI), causando presumibilmente rincari di 5-6 euro a famiglia.
Locci ha annunciato di aver portato la questione all’attenzione del comitato di controllo analogo, di cui fa parte in rappresentanza della minoranza, e di aver predisposto un dossier completo di documentazione che dimostrerebbe la violazione della normativa sugli appalti pubblici.
“Non parlo mai senza avere i documenti in mano”, dichiara il consigliere, certo che anche questa volta le sue denunce troveranno conferma.
L’episodio riaccende così i riflettori sulla gestione della filiera dei rifiuti ad Alessandria e sulla necessità di maggiore trasparenza e rigore nell’uso delle risorse pubbliche.
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